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Webinar & Covid

Non è il nome di un nuovo cocktail realizzato in quarantena ma è un momento di riflessione a cui abbiamo partecipato questa settimana.

Premessa

I recenti accadimenti legati alla diffusione del virus Covid 19 hanno portato alla luce una serie di nuove necessità da parte delle aziende e dei clienti. Si tratta di necessità che si sono via via tramutate in scelte obbligate e nuovi iter da percorrere e che a loro volta hanno instaurato nuove dinamiche e relazioni. Ne abbiamo parlato martedì 14 aprile in un webinar che ha visto impegnati alcuni imprenditori e protagonisti del panorama digitale. Ecco com’è andata.

Il webinar è stato organizzato da Fabio Trevisanato, consulente presso Reggiani Consulting, Paolo Bain, titolare di Henko e Davide Cini, ceo di Tratti e Linkness. Si è trattato di un momento di confronto sulle nuove possibilità create dalla quarantena e soprattutto una riflessione su quello che sarà lo scenario che si delineerà nei prossimi mesi nel panorama tecnologico, del marketing e della comunicazione.

Cosa rimarrà di questa trasformazione digitale?

Fin dall’introduzione di Fabio Trevisanato, esperto in trattamento dei dati personali, è emersa l’esigenza di tutelare la qualità del lavoro svolto da casa in ogni sua forma. Spesso infatti lavorare con strumenti propri, non solitamente adibiti all’utilizzo lavorativo quotidiano, può causare alcune problematiche, non da ultima quella della gestione corretta della privacy. Per questa ragione Reggiani Consulting nell’ultimo periodo sta investendo molto nella formazione, permettendo così ai propri clienti e risorse di lavorare da casa nel modo più sicuro e corretto.

In seguito Paolo Bain, titolare di Henko, società che si occupa di trasformazione digitale e tecnologie avanzate, ha espresso un quesito interessante. Secondo l’imprenditore infatti, l’emergenza ha scaturito un arrivo improvviso, quasi imposto, della trasformazione digitale a cui tanto aspiravamo, ma cosa rimarrà di questa trasformazione una volta passata l’emergenza? È intervenuto Stefano Franceschi, esperto di business development e innovation manager per Nordest Innovazione ribadendo la legittimità della domanda ma al contempo affermando che esiste anche un problema di attraversamento logistico che permane e che deve essere superato. La speranza da portare avanti è inoltre quella che la trasformazione digitale diventi una nuova opportunità e che nel futuro generi una nuova forma di concorrenza.

Alla domanda sul futuro della digital transformation risponde anche Davide Cini affermando che senza dubbio oggi essa è e rimane una necessità quasi obbligata ma rimane una scelta saperla sfruttare al meglio. Ad oggi secondo recenti statistiche, le aziende realmente smart che per esempio commercializzano i loro prodotti su Amazon sono ancora poche. Quindi da un lato il futuro potrà essere migliore per chi saprà sfruttare i mezzi tecnologici, dall’altro bisognerà imparare a investire il proprio tempo in modo diverso, dando più valore ad aspetti che prima magari alcuni trascuravano.

Digital VS human?

Interviene Nicoletta Corso, change manager, executive and career coach incalzata da Fabio Trevisanato che le chiede come vede il processo tecnologico che si sta instaurando in queste settimane applicato al vending. Da subito la Dott.ssa Corso afferma la necessità obbligata di adeguarsi alle nuove dinamiche digitali ma introduce un elemento nuovo al dibattito: sicuramente chi aveva già intrapreso il percorso di trasformazione digitale è ora avvantaggiato, ma è anche vero che oggi manca ancora l’energia dell’essere umano. Bisogna metterci la faccia, non basta fare, bisogna proprio tirare fuori il meglio delle persone, anche di quelle che sono rimaste indietro nel percorso digitale di comunicazione, va aiutato chi finora hanno fatto altro”.

Interviene Antonino Russo, director of sales presso Hilton Garden Inn Venice Mestre che reclama l’impossibilità di digitalizzare il campo turistico a 360°. Se infatti la gestione pratica dei turisti e la comunicazione dell’esperienza vengono fatte grazie alla tecnologia, è anche vero che quella stessa esperienza deve essere vissuta nel mondo reale per essere raccontata in quello digitale. Purtroppo il turismo ad oggi è il settore che ne sta risentendo di più e il vero sblocco arriverà quando l’emergenza rientrerà.

Segue Giampietro Trivini Bellini, coach per imprenditori che afferma che in effetti è un periodo in cui i molti vertici aziendali si sentono particolarmente abbandonati e isolati. Ed effettivamente il social distancing per l’uomo, che è da sempre un animale sociale, avrà delle conseguenze anche nelle relazioni umane future post Covid. Sicuramente anche una volta ripreso il lavoro non sarà facile, non sarà come prima perché biosgnerà adottare delle accortezze, ma è oltresì vero che non è possibile avere una società digitalizzata al 100% in quanto esiste una necessità primaria di relazione.

Conferma questa necessità anche Riccardo Barbato che si occupa di formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. In effetti la comunicazione non verbale, l’approccio vis a vis consente normalmente di rendere più efficaci e interattive le ore di formazione che altrimenti sarebbero molto noiose.

Nuovi orizzonti di business

C’è invece chi sottolinea come l’emergenza abbia scaturito nuove possibilità di business come Massimiliano Barbui, consulente e formatore aziendale che dichiara che la tecnologia è spesso alla base per attuare un processo di rinnovamento. Per esempio lui ha recentemente aperto insieme a due psicologhe uno studio di consulenza e supporto per affrontare con più mezzi a disposizione il momento difficile. Di sicuro non tutti avranno una connessione internet o un computer altamente performante, ma è comunque uno stimolo a fare sempre meglio.

Conclude Stefania manager di Fasteweb dichiarando che la necessità impellente causa cambiamenti che normalmente richiederebbero più tempo: in una notte Fastweb è passata dalla firma cartacea a quella firma digitale. Per questo bisognerà investire molto sulla fiducia e nel saper offrire un servizio sempre più all’avanguardia.

In conclusione si è trattato di un appuntamento molto intenso che ha innescato un pensiero creativo e senza dubbio proattivo sul futuro delle aziende e delle relazioni fra le persone. Dal canto nostro possiamo dire che siamo pronti a sostenere e a incoraggiare il cambiamento mettendo in campo tutta la nostra esperienza e le competenze che hanno contraddistinto da sempre il nostro operato.

 

 

 

 

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