Jessica Zanette

PR & Digital Marketing Specialist

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Come la Marketing Automation può salvarci dai carrelli abbandonati

Di cosa si tratta

La Marketing Automation è un concetto particolarmente interessante che può aiutare ad ottimizzare ed automatizzare delle attività per raggiungere obiettivi concreti. Si tratta quindi di mettere in piedi una strategia per organizzare i processi di acquisizione e comunicazione con i potenziali clienti, guidandoli attraverso una serie di meccanismi che portano verso la conversione, ovvero l’acquisto, nel caso degli ecommerce.

Questa strategia è normalmente associata alla pianificazione di una serie di messaggi il più possibile mirati sulla base delle reali esigenze dell’utente e quando si tratta di carrelli abbandonati, la Marketing Automation ci può aiutare.

Carrelli abbandonati? Ecco il flusso di recupero.

Chi abbandona un carrello lo fa per svariati motivi, come per esempio problemi di usabilità del sito, un check-out troppo macchinoso oppure semplicemente si è lasciato distrarre dalle circostanze, ma paradossalmente è anche l’utente il più convertibile. Il processo è semplice: sulla base della segmentazione dei dati raccolti dal sito, il flusso di Recupero Carrello ricorda agli utenti ciò che hanno lasciato a metà e, passo dopo passo, li riaccompagna verso la conclusione dell’acquisto in maniera automatica e personalizzata. Ecco che un’accurata strategia di recupero carrello consente di riconquistare una percentuale tutt’altro che secondaria di acquisti abbandonati.

Email marketing e recupero carrelli

Esistono molti software di email marketing che permettono di programmare l’invio di newsletter (una o più) in base alle necessità e al tipo di business. È chiaro che per trovare la formula performante per la tua azienda è necessario analizzare i dati e i comportamenti degli utenti e fare una serie di test. Una volta definita la strategia più efficace si stabilisce il flusso adeguato con email personalizzate e persuasive.

Le email di recupero sono in qualche modo già personalizzate, in quanto sono una diretta conseguenza del comportamento dell’utente, ma è possibile lavorare su un piano di customizzazione ancora più dettagliato. Come?

  • Definendo l’oggetto della email prima di tutto.

Non bisogna focalizzarsi solamente sulla personalizzazione del contenuto, ma anche dell’oggetto per invogliare l’utente ad aprire l’email. Anticipa il contenuto in modo chiaro e utilizzando un tono informale. Usa il nome dell’utente sia nell’oggetto che all’interno e non far partire l’email da un indirizzo no-reply, bisogna prediligerne uno più personale.
Risolvi i dubbi dei clienti, analizza i dati e cerca di capire le motivazioni per cui hanno abbandonato il carrello e proponi delle soluzioni (ad es. metodo di pagamento alternativo, chiarimenti su spedizione e resi, oppure includere recensioni che possono rassicurare una persona dubbiosa).

  • Lavorando sul contenuto.

Se aprono l’email, una buona parte del lavoro è fatta, ma non basta. Bisogna far capire all’utente che se non procede con l’acquisto si perderà una grande opportunità. Innanzitutto è necessario prestare attenzione al design, in secondo luogo si devono curare i testi. Fa’ in modo che il testo sia breve e amichevole, utilizza delle call to action e arriva dritto al punto. Anche le immagini del prodotto richiamate dal sito sono fondamentali, permettono di non far perdere tempo all’utente e ricordare esattamente a cosa sta rinunciando. È molto importante in questa fase fare degli A/B test per capire quali sono le soluzioni più performanti per il tuo business. Più l’email è intuitiva, più le chance di recuperare il cliente saranno alte. È bene assicurarsi che tutti i link e le immagini rimandino alla pagina Carrello Abbandonato senza step intermedi.

  • Sconti sì, o sconti no?

Sicuramente offrire uno sconto è uno degli strumenti più efficaci per aumentare i tassi di conversione e stimolare le vendite. Tuttavia si suggerisce di usarlo con parsimonia, magari per il primo acquisto oppure far leva su clienti già fidelizzati. Piuttosto è opportuno valutare delle azioni che diano un senso di urgenza all’utente, per esempio dando dei limiti di tempo o di disponibilità di prodotto.

  • La tempestività è importante

Per recuperare un carrello abbandonato bisogna agire prontamente, entro al massimo 2 ore, in modo che l’esperienza d’acquisto sia vivida nella memoria dell’utente. Si possono prevedere anche altri invii, per esempio una buona strategia potrebbe essere un reminder dopo 2 giorni. Oltre questo arco temporale è consigliabile offrire qualcosa di più, come un buono sconto più alto o spese di spedizione gratuite.

Le email di recupero del carrello abbandonato sono il modo giusto per rendere una strategia di digital marketing vincente. Lavorare bene sul design, il contenuto, mantenendo un tone of voice informale, ma efficace e soprattutto fare tanti test sono gli elementi chiave da tenere a mente d’ora in poi.

 

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