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22.04.21

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Tutte le regole per utilizzare LinkedIn a misura di (personal) business

Da piattaforma di cerco-offro lavoro a strumento di personal branding: tutte le regole per gestire un profilo LinkedIn in modo performante.

L’evoluzione di LinkedIn, da cerco-offro lavoro a strumento di personal branding 

Linkedin è il social network dedicato al mondo del lavoro e alle relazioni professionali. Rispetto al suo primo lancio nel web, le evoluzioni che ha avuto questa piattaforma sono davvero molteplici. Se prima infatti era un semplice luogo virtuale dove venivano messe in contatto persone che offrivano e cercavano lavoro, oggi è sempre più una piattaforma che mira a costruire reti di persone accomunate da competenze specifiche (da non confondere con interessi comuni, per quelli ci sono i gruppi Facebook).

Ad oggi si stima che in Italia, il bacino di utenti che utilizza questo strumento conti più di 21,2 milioni di iscritti. Si tratta di una cifra senza dubbio considerevole, considerata soprattutto la potenza che può avere un target già parzialmente segmentato. Anche nel resto del mondo la distribuzione è piuttosto massiccia, con un’incidenza maggiore nei paesi anglosassoni e nelle aree ad alta densità di occupazione manageriale.

Chi sono gli utenti che frequentano LinkedIn? 

Il pubblico che frequentava Linkedin, durante il suo primo esordio, era accomunato esclusivamente dall’obiettivo di cercare o offrire lavoro. Ora esso presenta dei tratti distintivi molto differenti rispetto al passato e prenderne coscienza è il primo passo per settare la comunicazione della propria azienda, o del proprio personal brand, in modo efficace. Il target con cui si dialoga è infatti un aspetto che influenza in maniera diretta gli obiettivi e le dinamiche della piattaforma. Vediamo allora chi è l’utente medio di LinkedIn oggi.

Si tratta di una persona mediamente istruita che desidera dialogare con altri utenti per approfondire questioni lavorative che lo riguardano, confrontarsi con nuovi punti di vista, e perché no, mettere in mostra le proprie aspirazioni professionali e le proprie doti.

Per quanto riguarda la distinzione uomo/donna, per ora i numeri vedono una leggera predominanza del genere maschile. Per la distribuzione geografica invece, la maggior parte degli iscritti si trova per ovvie ragioni nelle grandi città del nostro territorio, con le dovute eccezioni relative a poli lavorativi consolidati come Padova, Brescia, etc.

Sappiamo anche che in questa piattaforma i suoi utilizzatori ci entrano almeno una volta al giorno, ma che di fatto non ci passano molte ore. La media di permanenza sia aggira infatti sui quattro minuti al giorno. Questo dato ribadisce ancora una volta che non si tratta di una piattaforma dedicata all’intrattenimento. Quindi se siete ancora dei Facebook addicted, o degli Instagram lovers, o degli insaziabili Tiktoker, dimenticatevi le dinamiche tipiche di questi social, che hanno ben diversi argomenti e obiettivi rispetto a LinkedIn.

A cosa serve LinkedIn oggi?

Oggi trovare lavoro/offrire lavoro su internet è solo uno degli obiettivi perseguibili su questa piattaforma. LinkedIn serve infatti prima di tutto per costruire una rete di professionisti e confrontarsi con essa. Talvolta per molteplici Ceo e imprenditori, mettere in luce la propria professionalità significa mettere in luce la propria azienda.

I dibattiti e i confronti anche animati sono presenti, e incoraggiati dalla piattaforma stessa, che spesso manda delle notifiche per incoraggiare gli utenti ad esprimere un’opinione sotto a un determinato contenuto. A differenza però di altri mezzi social, in genere su LinkedIn non emergono dinamiche da leoni da tastiera. La pacatezza e il tono costruttivo hanno infatti quasi sempre la meglio perché il fine degli utenti non è quello di affermare il proprio individualismo, al contrario è quello di affermare la propria professionalità.

Non a caso nell’ultimo periodo Linkedin è stata definita, talvolta anche con un pizzico di ironia soprattutto negli altri social, la piattaforma dedicata al personal branding.


Come fare quindi per comunicare in modo efficace il proprio personal branding su LinkedIn? Vediamo insieme le regole principali da seguire.

Le cinque regole per comunicare su LinkedIn 

Abbiamo cercato di riassumere le cinque regole necessarie per comunicare in modo efficace su LinkedIn. Le indicazioni sono poche ma tutte essenziali per ottenere ottimi risultati sul proprio profilo.

1) Predisponi un CV aggiornato e compila tutti gli step richiesti dalla piattaforma

Può sembrare scontato ma di fatto non lo è. Che voi abbiate 18 o 58 anni è importante compilare il proprio profilo in modo dettagliato indicando il percorso di studio completo di ogni sua tappa, i corsi di aggiornamento e le diverse esperienze lavorative. Questo significa spendere del tempo che servirà poi a chiunque entrerà in contatto con voi a capire con un colpo d’occhio il vostro background culturale e professionale, elementi fondamentali sia se state cercando un lavoro, sia se state cercando dei partner.

 Allo stesso modo è fondamentale seguire tutte le richieste di implementazione del proprio profilo della piattaforma, fino all’ottenimento del “livello massimo”.

Tra gli step richiesti c’è anche quello di fare un breve riassunto su voi stessi. Non serve essere Giacomo Leopardi, basta elencare una sequenza di parole chiave che rappresentano le vostre competenze e i vostri punti di forza. In questo modo i vostri contenuti saranno LinkedIn-friendly e avranno più chance di essere visti.

2) Cura la grafica di LinkedIn

LinkedIn non necessità di chissà quali abilità grafiche per avere un profilo più interessante. Il visual della piattaforma è infatti piuttosto semplice, schematico, privo di abbellimenti estetici. Anche la foto profilo e la copertina sono elementi prettamente funzionali che servono a descrivere meglio il contatto che si ha davanti.

Per la foto profilo utilizzate quindi qualcosa che vi rappresenti in modo professionale. La prima impressione su Linkedin traspare anche da questo. Ricordate che non siamo all’interno del vostro profilo Facebook del 2010: quindi niente foto profilo con gli amici intenti a sorseggiare cocktail.

Anche la copertina (che ha il formato a dir poco proibitivo 1584x396 pixel) ha la funziona di inquadrare un dettaglio del vostro mondo professionale o della vostra quotidianità lavorativa. Quindi se per esempio vi occupate di fotografia, potete inserire un dettaglio del vostro obiettivo preferito o del vostro studio. Se siete un maestro di canto, potete utilizzare un dettaglio di uno spartito e così via. Al momento non ci si aspetta infatti chissà quale creatività dalla copertina di LinkedIn, ma la sua personalizzazione porta un po' di dinamismo in un profilo sì ricco di informazioni, ma spesso un po' asettico.

3) Contenuti vari e tone of voice adeguato

Il vostro profilo LinkedIn è la manifestazione social della vostra competenza professionale. Per questo motivo cercate di organizzare i contenuti che pubblicate con una certa varietà, sia di temi, che di formato. Questo significa pubblicare post con obiettivi differenti (informare, coinvolgere, etc.) ma anche utilizzare un aspetto grafico differente (post immagine, video, link post, sondaggio, articolo, pdf sfogliabile).

In particolare non sottovalutate la potenza degli articolisu LinkedIn.

Chiamati anche pulse, sono uno strumento molto caro all’algoritmo perché permette a chi li pubblica di espandere un contenuto in modo dettagliato senza problemi di lunghezza (proprio come fosse un articolo di un blog), senza far uscite gli utenti dalla piattaforma, come invece accade con i link post.

Fate inoltre sempre attenzione ad adottare un tone of voice (registro linguistico) adeguato che non risulti né pomposo e altisonante, né eccessivamente confidenziale. Va benissimo comunicare in modo empatico e coinvolgente, ma ancora una volta attenzione a non sfociare nell’autoreferenzialità. A proposito, se vi siete persi il nostro approfondimento sul tone of voice, vi consigliamo di leggere questo.


4) SEO e url personalizzata

Sapevate che Google indicizza i profili di LinkedIn seguendo alcune regole tipiche della SEO? Questo significa che è fondamentale avere un profilo performante, ricco di informazioni e curato nei dettagli. Tra questi dettagli c’è anche la personalizzazione dell’url del vostro profilo LinkedIn. Farlo è molto semplice, basta verificare all’interno delle impostazioni, oppure qui, e sostituire quella sequenza di cifre senza significato con il vostro nome e cognome reali. A proposito, non serve dirlo che gli account fake sono banditi anche da LinkedIn vero? E dato che siete nella pagina delle impostazioni, fate un rapido controllo e verificate che il vostro profilo sia pubblico e visibile a tutti.

5) Partecipare e interagire con gli altri profili LinkedIn

Vi sembrerà incredibile, ma con LinkedIn non basta pubblicare contenuti propri per emergere. È fondamentale infatti interagire con i contenuti altrui.

In particolare è opportuno intervenire con commenti nei post di spicco, rispondere ai sondaggi, menzionare altri profili, confermare le competenze di colleghi e partner conosciuti e talvolta anche richiedere una raccomandazione.

Partecipazione quindi ai contenuti altrui, interagisci con persone che lavorano nel tuo settore.

Partecipa alle conversazioni con educazione e pacatezza anche quando hai un’opinione diversa. Questa è la piattaforma dei professionisti, non ci sono lotte da tastiera, ci sono scambi di vedute anche forti ma sempre correlati da motivazione.

Veniamo ora alle domande più ricorrenti che ci pongono i nostri studenti durante i corsi sull’utilizzo dei canali social e in particolare su LinkedIn.


a) È corretto utilizzare gli hashtag su LinkedIn?

Se vi state chiedendo se i post su Linkedin devono contenere gli hashtag, la risposta è si ma con parsimonia. È sufficiente infatti abbinare uno o due hashtag che identificano meglio il vostro argomento, non è necessario abbondare perché non una lista di hashtag su LinkedIn non rappresenta nessun valore aggiuntivo per i contenuti. Tuttavia è possibile seguire degli specifici hashtag in modo da visualizzare più spesso contenuti di vostro interesse legati a una determinata parola chiave.


b) È corretto fare delle live su LinkedIn?

Si, purchè siano ben organizzate e gestite. Il tema deve ovviamente riguardare il lavoro. Può trattarsi per esempio di un approfondimento formativo riguardante un aspetto di cui siete particolarmente esperti, oppure può essere un confronto tra più professionisti su un dato argomento.

Ricordiamo che questo strumento non è automatico e accessibile a tutti. Per poter condurre delle live su LinkedIn è necessario fare prima richiesta alla piattaforma e diventare LinkedIn Live Broadcaster.


c) È possibile fare pubblicità su LinkedIn?

Certo che sì. Attualmente i sistemi di sponsorizzazione sono ancora piuttosto costosi ma molto performanti. Per un approfondimento specifico su questo aspetto, vi invitiamo a scaricare la nostra guida gratuita su come comunicare su Linkedin in modo efficace.

Ora che abbiamo descritto nel dettaglio cosa è necessario fare su LinkedIn, vediamo insieme cosa invece è meglio evitare.

Cosa non bisogna fare su LinkedIn?

1) Prima di pubblicare chiedetevi sempre se ciò che state pubblicando è conforme agli standard di LinkedIn per argomento e tone of voice. I contenuti non devono essere personali ma professionali. Ancora una volta ricordiamo che LinkedIn è un canale dedicato ai professionisti e che non si tratta di un social dedicato all’intrattenimento. Un altro punto fondamentale è che, per quanto LinkedIn possa sembrare una piattaforma ricca di partiti appetibili, non è il nuovo Tinder, e nemmeno Facebook Date.

2) Pubblicare story. Si tratta di un formato nato su Snapchat, poi diventato prerogativa di Instagram, poi approdato (con fatica) su Facebook. Su LinkedIn, a meno che non vogliate sembrare un po' boomer, meglio non utilizzarlo.

3) Pensare di utilizzare l’account LinkedIn aziendale come fosse quello personale e viceversa. Questo punto merita un approfondimento ulteriore e alcune considerazioni aggiuntive che trovate a seguire.

LinkedIn: account aziendali VS account personali

E se sono un’azienda? Esiste in effetti la differenza tra account aziendale e account personale. Ad oggi LinkedIn continua però ad essere il regno degli account personali dediti a una determinata professione e all’informazione ad essa legata. È tuttavia possibile effettuare una comunicazione di successo e coerente anche se si è un’azienda.

I criteri da seguire sono in parte simili a quelli già visti per i profili personali (cura della grafica, piano editoriale vario e ben sviluppato) ma per quanto riguarda in particolare la tipologia di contenuti pubblicati, è necessario fare dei doverosi distinguo.

I brand e le aziende non possono infatti pensare di utilizzare LinkedIn come fosse Facebook o Instagram. Le tematiche di interesse dei target sono molto differenti, così come gli obiettivi che si possono raggiungere. LinkedIn non è la piattaforma dove vendere dei prodotti in modo diretto, essa è piuttosto la piattaforma dove informare e fare branding con contenuti di valore dedicati ai professionisti del proprio settore.

Per questo motivo quando un’azienda decide di comunicare su LinkedIn deve prima considerare i seguenti obiettivi:

  • Fare squadra con i propri dipendenti. Avere una rete ramificata di collaboratori che hanno inserito nel proprio profilo personale la vostra azienda, è sinonimo di forza comunicativa e non solo.

  • Diffondere il proprio valore aziendale. Questo significa creare contenuti corporate di spessore che non puntino alla spinta commerciale di uno specifico prodotto. Questi parleranno piuttosto di una specifica tecnologia legata al prodotto, del lancio di una nuova collezione, della mission aziendale, della sua philosophy, del team, cercando però di non essere troppo autoreferenziali.

Ricordiamo infine che ad oggi LinkedIn è un mezzo dedicato alle figure professionali, più che alle aziende. In quest’ottica è però auspicabile che chi compone le aziende, parli delle realtà lavorative in cui lavora.


Se siete curiosi e volete scoprire una comunicazione aziendale di successo su LinkedIn, vi invitiamo a scoprire l’account di Tiesse Spa, aziende leader italiana nel settore logistica e trasporti che nell’ultimo periodo ha avuto notevoli interazioni grazie anche a una strategia di contenuti che valorizza persone e servizi.

Se invece state farvi un’idea di cosa sia un personal branding di sucesso di LinkedIn, vi consigliamo di dare un occhio al profilo LinkedIn di Nicoletta Corso. Si tratta di una professionista nella consulenza d’impresa che ha affrontato con noi un percorso di crescita digitale che l’ha portata ad avere risultati sempre maggiori anche attraverso il suo canale LinkedIn.

Come fare ADV su LinkedIn?

E' possibile fare pubblicità su LinkedIn in modo performante con dinamiche simili a quelle delle altre piattaforme social.  Esistono infatti differenti obiettivi e formati per i post sponsorizzati su Linkedin. Per questo motivo abbiamo realizzato una guida che descrive passo passo come fare. 

Nella prima parte della guida troverete la parte teorica relativa alle modalità di gestione della piattaforma. Nella seconda parte invece ci sarà la spiegazione relativa a ogni tipologia di campagna ADV.

Se  volete intraprendere un percorso con noi di digital brand identity che coinvolge anche Linkedin, non esitate a contattarci. 

Se anche voi siete interessati ad effettuare un percorso simile, vi consigliamo di scaricare la nostra guida gratuita dedicata alla gestione efficace di LinkedIn.


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