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Dai piumoni e le sedute alle mascherine: Punto Piuma Home diversifica la produzione per l’emergenza Covid-19 e produce mascherine

In questi giorni di costante emergenza sanitaria, dove opinioni e dati statistici si susseguono in un turbinio confuso e senza sosta, Punto Piuma Home, cliente storico della nostra azienda, dà un esempio a tutti di rinnovamento e diversificazione della produzione in tempi di Corona Virus.

I recenti sviluppi legati alla diffusione del virus hanno fatto emergere la necessità di avere gli strumenti idonei a contrastare la pandemia che sta mettendo a dura prova la salute e l’economia mondiale. Proprio per questa ragione, Punto Piuma Home ha deciso due settimane fa di diversificare la produzione aziendale e di produrre mascherine filtranti.

Si tratta di un esempio virtuoso che ci ha colpito molto. Per questa ragione li abbiamo raggiunti telefonicamente e questo è quanto è emerso dal nostro dialogo con Claudio Fiorotto, fondatore e titolare di Punto Piuma Home.

Com’è nato il progetto di produrre le mascherine filtranti?

Il progetto è nato due settimane fa e, proprio come l’arrivo di questo virus, è stato del tutto inaspettato. Mai avremmo pensato un giorno di trovarci ad attivare una produzione come questa. Abbiamo visto da un giorno all’altro la nostra attività ordinaria pressoché ferma (ndr. Punto Piuma Home produce piumoni, guanciali e imbottiti da interno ed esterno soprattutto per il mercato estero). Così ci siamo messi a pensare a cosa potevamo fare per limitare i danni di questa emergenza sanitaria ed è nato il progetto delle mascherine.

Che tipo di mascherine producete?

Le mascherine in produzione sono attualmente 5. Dalla più semplice usa e getta, a quella realizzata con materiale idrorepellente, a quella medicale, a quella lavabile. Abbiamo voluto mettere in campo diverse tipologie per soddisfare tutte le necessità di protezione. Le nostre mascherine vengono tutte sanificate con un trattamento specifico all’ozono e vengono sigillate in modo che non sussista il pericolo di contaminazione. All’interno della bustina è contenuto un certificato che attesta proprio la sanificazione del prodotto.

A proposito di certificazioni, le mascherine che avete in produzione la posseggono?

È avvenuto tutto molto in fretta, in due settimane abbiamo convertito la nostra produzione in qualcosa di assolutamente nuovo per noi e per questo dobbiamo attendere i cosiddetti tempi tecnici. Ci stiamo adoperando per ottenerla il prima possibile in modo che le nostre mascherine ottengano il marchio DPI e vadano là dove più servono, negli ospedali.

Quante mascherine producete al giorno?

Ad oggi fra tutti i modelli siamo riusciti a raggiungere una produzione di 25.000 pezzi al giorno e questi numeri così elevati ci consentono di avere prezzi bassi e in linea con il mercato. Noi non siamo certo a favore delle speculazioni, anzi il nostro primo scopo è aiutare! È stata dura soprattutto i primi giorni, ma ora finalmente siamo a regime e non è più necessario aspettare che le mascherine siano pronte ma sono disponibili in pronta consegna.

Avete ricevuto un buon riscontro per questa iniziativa?

Si, prima di tutto da parte delle nostre dipendenti che ringrazio per il loro impegno e la dedizione che ci mettono ogni giorno in questa produzione. Questa emergenza ci ha obbligati a chiudere un reparto ma siamo riusciti a convertire la produzione con le ragazze che sanno tagliare e cucire che ora lavorano decisamente a pieno ritmo. Addirittura mi hanno chiesto di poter lavorare di più e posso solo ringraziarle. È un aspetto che mi riempie di orgoglio, sono felice di poter fare la nostra parte in questa emergenza, ma allo stesso tempo mi trovo a riflettere sulla problematica che stiano affrontando. Ovviamente anche i clienti sono contenti di poter finalmente reperire le mascherine e ad un ottimo rapporto qualità-prezzo. Stiamo lavorando moltissimo, siamo letteralmente sommersi di ordini. Produciamo molto per i comuni in questo momento, visto la chiusura delle aziende. Della fascia entry level abbiamo contratti anche di 10.000 pezzi al giorno.

Cosa deve fare un’azienda che necessita di mascherine?

È sufficiente mettersi in contatto con noi via mail o telefonando. Siamo ben organizzati per gestire tutti gli ordini. Vendiamo soprattutto alle aziende e il passaparola sta funzionando alla grande, ma vendiamo anche al privato. Non lasciamo indietro nessuno noi, ovviamente adottando tutte le misure di sicurezza previste dal decreto.

Cosa vi augurate per quando tutto questo sarà finito?

Io spero che finisca presto. Ovvio che sono preoccupato. Nella mia vita non pensavo di fare questo progetto ma ne sono orgoglioso, anche se allo stesso tempo sento il peso della consapevolezza che si tratti di un’epidemia mondiale. I prodotti Punto Piuma Home pre Covid, per l’80% andavano all’estero e ora mi auguro solo si possa ripartire presto. Del resto almeno con le mascherine posso dare lavoro a parte dei miei dipendenti e questo ci aiuterà in futuro. E quando saremo pronti, dovremmo lavorare a testa bassa come noi veneti sappiamo fare, senza dubbio con un motivo in più.

 

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